 
Ora importante
centro agricolo-industriale
che già affonda le radici nella verde contrada canavesana,
vide sorgere nel lontano 1893, quando il vecchio borgo era agli albori delle attività
industriali, una botteguccia artigiana, condotta da Giovanni Verde, con il compito
esclusivo di fabbricare fisarmoniche.
Giovanni Verde
nasce il 2 Gennaio 1873, all'ombra della quadrata torre dei Provana, ed esprime
già nella prima giovinezza la sua passione per la musica. Fu però la sua innata
genialità che gli permise di costruire una delle prime fisarmoniche italiane a mantice,
chiamata semitono per la sua diversa intonazione.
Considerato
da quanti lo conoscevano come l'uomo dalle "dita magiche" Giovanni seppe
conquistarsi subito un largo mercato con i "cassiot", come egli chiamava
confidenzialmente i suoi primi strumenti musicali. La fama del bravo "Gioanin"
valicò ben presto i confini patrii della terra dei Provana e crebbe a dismisura quando
giunsero le ordinazioni dall'estero specialmente dalla Francia e dagli Stati Uniti.
Cominciò così una fitta corrispondenza con ogni angolo di mondo esplorato da emigrati
piemontesi.
Essi mandavano notizie e richieste alla ditta che rispondeva sempre con sollecitudine.
Nel 1905 giungono i primi riconoscimenti ufficiali 1° premio medaglia d'oro per la
produzione di armoniche al Palazzo del Lavoro di Parigi.
La ditta si rafforzò
ulteriormente con l'apporto e l'ingegno dei figli Luigi e Giuseppe, il primo
scomparve prematuramente il secondo iniziò una vera e propria campagna di lancio della
fisarmonica Verde nel mondo, naturalmente con i mezzi e le possibilità economiche
d'allora. Egli sosteneva che: " la nostra migliore pubblicità sono i nostri clienti
che ci onorano in tutto il mondo con i nostri strumenti, nel bagaglio modestissimo degli
emigrati piemontesi che si recano in Europa o in America c'é una fisarmonica Verde. Loro
la suonano, la fanno sentire e provare e le domande d'acquisto arrivano da ogni parte del
mondo".
In quel periodo
la Ditta Verde diventa poco a poco un'importante centro socio-culturale, dove
musicisti provenienti dai più svariati luoghi convergevano per scambiarsi opinioni,
consigli oppure solo per il piacere d'incontrasi e stare in compagnia.
La Ditta Verde contava allora oltre 30 addetti alle proprie dipendenze e forniva i suoi
clienti sparsi in tutto il mondo di modelli sempre più perfezionati, tra questi il noto
"organtone" dal suono dolcissimo e pastoso assai simile a quello dell'organo.
Con l'avvento di nuovi generi musicali e quindi di nuovi strumenti l'azienda risente della
crisi ma non disarma.
Sotto la guida di Giuseppe, figlio del titolare che termina la vita terrena nel 1961, la
Ditta Verde trasforma la sua attività ponendo le basi per quello che è oggi considerato
uno dei centri professionali nel settore musicale, più qualificati sul territorio
nazionale; il tutto affiancato da quel carattere famigliare che ha sempre contraddistinto
l'azienda fino ai nostri giorni.
A partire dal 1976
Giuseppe è coadiuvato da Maurizio Camoletto che grazie all'esperienza assimilata
dagli anziani artigiani porta una ventata di innovazione creando una nuova concezione
della fisarmonica; valorizzandola nelle caratteristiche, estendendone le capacità
musicali.
Nel 1980 alla morte di Giuseppe, Maurizio gli succede alla guida della Ditta; il giovane
titolare, affiancato nel suo lavoro da validi collaboratori, matiene viva quella
tradizione che ha sempre messo in luce l'azienda, continuando a sfornare per la gioia
degli amatori e per le esigenze dei professionisti, le superdotate "fise" sempre
appariscenti nella loro veste decorativa, dal suono ricco d'incanto.
 
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